cane leishmaniosi

La leishmaniosi

 

La leishmaniosi è una malattia causata da un protozoo (microrganismo unicellulare) che colpisce sia il cane che l’uomo. Le poche centinaia di casi di leishmaniosi umana che si verificano ogni anno in Italia provengono in prevalenza da regioni endemiche (zone costiere e Centro – Sud) e riguardano soggetti immunodepressi (HIV positivi in primis). L’uomo spesso non manifesta sintomi e di norma reagisce bene alla terapia.

 

Il cane è il serbatoio naturale delle Leishmanie. La trasmissione avviene tramite di insetti volatori (febotomi o pappataci), la cui diffusione influenza quella della malattia. Numerose segnalazioni di leishmaniosi canina provenienti negli ultimi anni da aree tradizionalmente ritenute indenni debbono far concludere che non esistono più nel nostro paese zone completamente sicure. Certa è la presenza sul colle della Maddalena, dalle prime pendici.

Le femmine del febotomo sono ematofaghe e durante il pasto di sangue (che avviene durante le ore notturne) trasmettono al loro ospite le leishmanie. Risultano più colpiti i cani adulti (il periodo d’incubazione della malattia può essere di anni), senza distinzione di razza, sesso, lunghezza del pelo, con netta prevalenza per i soggetti che vivono prevalentemente o esclusivamente in ambiente extradomestico.

Il decorso della leishmaniosi è in genere subacuto o cronico, con quadri sintomatologici complessi e oltremodo vari. I sintomi sono spesso vaghi, soprattutto all’inizio. Dimagrimento, ipotrofa e ipotonia muscolare, abbattimento, problemi dermatologici quali rarefazione del pelo tipicamente sulle prominenze ossee, intorno agli occhi, su naso e padiglioni auricolari, noduli cutanei e dermatite furfuracea, sanguinamento dal naso, poliuria e polidipsia (aumento della sete e della produzione di urina) sono tutti sintomi piuttosto comuni.

Le terapie disponibili per il cane portano di norma alla sola guarigione sintomatologica poiché il parassita permane nell’organismo degli animali infestati. Dall’aprile 2012 è appena stato commercializzato il primo ed unico vaccino esistente in Europa.

 

Le misure proflattiche passano quindi per la prevenzione del pasto di sangue da parte dei pappataci e questo può avvenire in due maniere:

  • evitando che il cane passi all’esterno le ore notturne o provvedendo a fornire la sua cuccia di zanzariere a maglie fitte (il febotomo misura 2-3 mm)
  • proteggendo il cane con prodotti repellenti per i flebotomi. Tali presidi contengono invariabilmente dei piretroidi sintetici, le permetrine, e si presentano sotto forma di fialette da somministrare per via cutanea che proteggono l’animale al massimo per un mese o sotto forma di collare impregnato di repellente che protegge l’animale per tutti il periodo di presenza del flebotomo (da maggio a settembre nel Nord Italia).

Dal 2012, è disponibile il vaccino.

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